Parliamo di diamanti

postato in: Articoli | 0

Se vogliamo iniziare a parlare del diamante non possiamo tralasciare una breve introduzione sulla sua origine. Gli antichi Greci credevano che i diamanti fossero frammenti di stelle caduti sulla terra, alcuni di loro dicevano che erano lacrime degli Dei ed altre leggende ancora narrano le più fantasiose storie sulla loro nascita. La verità è, comunque, che l’origine esatta dei diamanti è ancora piuttosto misteriosa persino per gli scienziati e i geologi. Sebbene il diamante sia la gemma più dura conosciuta dall’uomo, la sua composizione è molto semplice: è comunque carbonio, come la grafite delle matite, ma con un punto di fusione di circa 4000 gradi centigradi cioè due volte e mezzo il punto di fusione dell’acciaio. Miliardi di anni fa le forze naturali di calore e di pressione trasformarono miracolosamente il carbonio in diamante nel calderone di magma fuso che si trovava nelle profondità della terra. La massa vulcanica in cui questa cristallizzazione avvenne, salì e irruppe attraverso la crosta terrestre raffreddandosi nei filoni di kimberlite o lamproite. Ed è infatti in questi filoni che ancora oggi si trovano la maggior parte dei diamanti. Tutto ciò che è molto raro è anche prezioso. Tutti i diamanti sono rari ma quelli destinabili alla gioielleria sono ancora più rari. Si pensi che da ogni 30 tonnellate di roccia il ricavo in diamanti è di circa 1 carato cioè un quinto di grammo di cui solo il 20 % qualità gemma per un possibile impiego in gioielleria il restante 80% viene destinato ad un impiego industriale.

Le 4 C

Ogni diamante è unico e ci trasmette la storia del suo arduo viaggio dalle profondità terrestri fino al gioiello che indossiamo o al bene da investimento. Tutti i diamanti però esprimono particolari caratteristiche che ci consentono un accurato confronto e una valutazione specifica. Si deve a G.I.A. (Gemological Institute of America) intorno agli anni ’50, lo sviluppo di un sistema di misurazione per comparare le diverse qualità: l’International Diamond Grading System e le 4 C.

CLARITY (PUREZZA)   CARAT (PESO)   COLOUR (COLORE)   CUT (TAGLIO)

CLARITY (PUREZZA)

Nei diamanti la purezza si riferisce all’assenza di inclusioni e segni. I diamanti naturali sono il risultato del carbonio esposto al calore e alla pressione presenti nelle profondità della terra, questo processo può produrre una varietà di caratteristiche interne chiamate “inclusioni”. Valutare la purezza del diamante consiste nel determinare il numero, le dimensioni, il rilievo, la natura e la posizione di tali caratteristiche, e come queste influenzano l’aspetto complessivo della pietra. Un diamante si considera puro se alla lente a 10 ingrandimenti risulta privo delle suddette caratteristiche. Aumentando gli ingrandimenti, nessun diamante è perfettamente puro, ma più ci si avvicina a questa definizione e maggiore è il suo valore. La principale scala internazionale della valutazione della purezza di un diamante è la seguente:

  • IF o LC (internally flawless o loup clean) = puro alla lente, nessuna inclusione interna visibile a 10x
  • VVS 1 (very very small) = solitamente si tratta di una sola inclusione estremamente difficile da rilevare da un occhio esperto e con una lente a 10x

  • VVS 2 (very very small) = piccolissime inclusioni visibili con molta difficoltà da un occhio esperto con una lente a 10x

  • VS1 (very small) = lievissime inclusioni rilevabili con una lente a 10x

  • VS2 (very small) = lievissime inclusioni diverse nel genere visibili con una lente 10x

  • SI1 (small inclusions) = piccole inclusioni facili da rilevare con una lente a 10x

  • SI2 (small inclusions) = piccole inclusioni diverse nel genere facili da rilevare con una lente 10x

  • SI 3 (small inclusions) = inclusioni visibili ad occhio nudo solo da un esperto

  • I1 (I Piquè) = inclusioni visibili immediatamente con una lente a 10x e difficili da rilevare ad occhio nudo

  • I2 (II Piquè) = inclusioni grandi e numerose che ne diminuiscono la brillantezza facilmente visibili a occhio nudo

  • I3 (III Piquè) = inclusioni grandi e numerose, distintamente visibili a occhio nudo che ne riducono sensibilmente la brillantezza e ne compromettono la struttura rendendolo più fragile

CARAT (PESO)

I diamanti si pesano in carati, antica unità di misura che utilizzava il seme della carruba (qirat) scelto per le sue proprietà costanti. Un carato equivale 0,2 grammi. Il carato può essere suddiviso in punti che equivalgono ad 1/100 di carato.

Per esempio:

0,75 carati = 75 punti = 0,15 grammi

1/2 carati = 50 punti = 0,10 grammi

1/4 carati = 25 punti = 0,05 grammi

La possibilità di dividere il carato fino a 100 punti consente di effettuare misurazioni molto precise, fino al centesimo o millesimo di carato. Chiaramente più carati ha un diamante e più il costo aumenta, non in maniera proporzionale ma in modo esponenziale. Questo perché i diamanti più grandi sono più rari e più desiderabili. Comunque due diamanti di uguale caratura possono avere valori molto diversi e prezzi molto differenti, in funzione degli altri tre fattori delle 4C: chiarezza, colore e taglio. È importante ricordare che il valore di un diamante si determina utilizzando la valutazione di tutte le 4C, non solo il peso in carati.

COLOUR (COLORE)

I diamanti possono assumere quasi tutte le colorazioni, che sono dovute ad impurezze o difetti strutturali: il giallo e il marrone sono le più comuni. I diamanti “neri” non sono veramente tali, ma piuttosto contengono numerose inclusioni che danno alla gemma il loro aspetto scuro. Quando il colore è abbastanza saturo nei diamanti gialli o marroni, la pietra può essere definita dal gemmologo diamante di colore fancy (in italiano può essere tradotto fantasia), altrimenti vengono classificati per colore con la normale scala di colore dei diamanti bianchi. Il sistema di classificazione del colore dei diamanti è una scala che va dalla D alla Z e misura il grado di assenza di colore. Per la valutazione si pone la pietra sotto illuminazione controllata, in condizioni di visione precise e si confronta con delle pietre chiamate Master Stones, che sono pietre di paragone per l’esatta classificazione del colore.

Lettere

Colori

D Bianco eccezionale +
E Bianco eccezionale
F Bianco extra +
G Bianco extra
H Bianco
I, J Bianco leggermente colorito
K, L Bianco colorito
M – Z Colorito

CUT (TAGLIO)

Per taglio si intendono tutte le lavorazioni che portano dal grezzo alla gemma sfaccettata. Infatti è proprio la perfetta proporzione del taglio che conferisce alla pietra quello splendore e quella brillantezza per le quali è diventata famosa. Un diamante grezzo assomiglia così tanto ad un ciottolo qualsiasi, che la maggior parte delle persone non lo degnerebbe di uno sguardo. L’abilità del tagliatore di diamanti che svela la fiera bellezza che giace nascosta nelle pietre. L’abilità richiesta per questa arte é stata tramandata nei secoli di generazione in generazione, ed é un’arte per la quale non sono ammessi errori. Il rischio non é soltanto per la pietra in se, bensì per le tante ore, addirittura mesi di lavoro, che sono richiesti per tagliare e pulire ogni gemma. È interessante sapere che durante questo lungo procedimento ogni diamante perde in media il 50% del suo peso originario I diamanti sono rinomati per la loro capacità di trasmettere luce e brillantezza in maniera intensa. Il taglio è una delle caratteristiche più importanti per un diamante (tondo a brillante, cuore, ovale, marquise, goccia), migliore sarà il taglio del diamante con angolazioni precise, più la luce potrà riflettere all’interno della pietra esaltandone la brillantezza. Infatti quando un raggio di luce tocca la superficie del diamante, parte di essa viene riflessa, grazie a un fenomeno chiamato rifrazione esterna. La parte del raggio riflesso verso le uscite di superficie viene rotto in colori spettrali, con un effetto prismatico, dando vita alla dispersione. Tutti questi elementi contribuiscono alla brillantezza di un diamante.

Forma e perfezione rivestono un’importanza assoluta nella determinazione del valore della pietra e per determinare la qualità del taglio si fa riferimento a tre fattori:

  • Proportions (proporzioni)

  • Symmetry (simmetria)

  • Polish (finitura)

Ciascuno di questi fattori ha specifici parametri di classificazione:

  • EXCELLENT (EX) = diamanti perfettamente proporzionati per creare il miglior compromesso tra fuoco e brillantezza. Questi diamanti sono normalmente molto più costosi poiché l’abilità e la perizia utilizzate per eseguire questo taglio permettono di realizzare un diamante di bellezza superiore e per ottenere ciò è necessario sacrificare una buona parte del diamante grezzo originale. Possono esprimere la loro eccellenza arrivando alla classificazione di IDEAL CUT, in grado di esibire l’effetto Hearts & Arrows.

  • VERY GOOD (VG) = diamanti tagliati molto bene che rispecchiano i requisiti della profondità rispetto alla tavola e grazie a queste proporzioni donano al suo osservatore una brillantezza massimizzata.

  • GOOD (G) = diamanti tagliati in modo accettabile ma non hanno le proporzioni ideali, sono eccellenti pietre per creare gioielli di ottima qualità.

  • FAIR (F) = diamanti che si discostano dalle proporzioni ideali poiché l’obiettivo è stato quello di recuperare più peso possibile dalla pietra grezza senza curare la brillantezza e il fuoco.

  • POOR (P) = diamanti che appaiono poco brillanti.